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Umbria Calcio – Allenatore

Mobilizzazione articolare e distensione muscolare

L’articolazione é una struttura dell’apparato scheletrico che ha per obiettivo la produzione e la definizione del movimento. Dal punto di vista atomico, di essa fanno parte i capi ossei che vengono in contatto fra di loro (per mezzo di appositi rivestimenti cartilaginei), con adeguato rinforzo di capsule e legamenti che, se da un lato le conferiscono maggiore robustezza, dall’altro ne limitano la mobilità.

A dare maggiore robustezza e minore mobilità alle articolazioni partecipano anche i muscoli che si inseriscono sui capi ossei in causa, i quali entrano in azione tutte le volte che, per mezzo di una contrazione dinamica, tendono a creare il movimento in virtù dell’avvicinamento delle rispettive estremità.

Si chiamano esercizi di mobilizzazione quelli tendenti a rendere più ampi possibile, nei loro reciproci rapporti, i movimenti dei vari segmenti corporei.

Questa ampiezza di movimento comporta la massima distensione dei muscoli antagonisti, cioè non i muscoli che producono il movimento, ma anche lo frenano, lo dirigono, o che comunque ne limitano l’entità.

L’ampiezza di movimento é una condizione favorevole per la pratica di quasi tutte le discipline sportive, quindi anche del gioco del calcio.

E’ perciò necessario esercitarla spesso, se non altro per mantenerla ad un livello accettabile. Ma più che l’ampiezza di movimento, é utile esercitare la capacità di distensione dei vari muscoli interessati onde renderli più elastici, più docili al rilassamento, meno soggetti ad eventuali lacerazioni.

Numerosi sono gli esercizi di mobilizzazione; questi possono essere suddivisi sia in relazione alle parti del corpo che vengono impegnate (mobilizzazione per le spalle, per gli arti inferiori, per la colonna vertebrale, ecc.), sia alle modalità di esecuzione (condotti, slanciati, con tempo d’insistenza); possono essere inoltre attivi e passivi, singoli ed a coppie, a corpo libero o con l’ausilio di attrezzi. Esistono dei trattati specifici sull’argomento. Siccome entro questo gruppo di esercizi si fanno rientrare anche quelli cosiddetti di “stretching”, motto in uso nella pratica dell’allenamento sportivo, sarà bene precisare che questi ultimi, chiamati anche di allungamento muscolare, vengono eseguiti di solito nelle operazioni di pre-riscaldamento ed hanno la caratteristica che la posizione voluta deve essere raggiunta lentamente, protratta fino al limite del dolore e non oltre, mantenuta per circa 15-20 secondi.

Questo tipo di esercitazioni viene inoltre consigliato unitamente ed alternativamente agli esercizi di muscolazione, o di forza, impegnando in forma distensiva i medesimi gruppi muscolari chiamati in causa durante la contrazione vera e propria.

L’allenamento calcistico prevede gli esercizi di mobilizzazione, sia quelli riguardanti il rapporto articolare tra le spalle e gli arti superiori, sia quelli tra le anche e gli arti inferiori, sia infine quelli tra il bacino e la colonna vertebrale.

Questa mobilizzazione pertanto non dovrà essere orientata verso il raggiungimento delle estreme possibilità anatomiche delle estreme articolazioni impegnate, ma rimanere circoscritta alla funzionalità reale dei vari segmenti.

In altre parole, il calciatore dovrà possedere la flessibilità e l’articolabilità necessarie affinché i suoi movimenti non risultino così limitati da impedirne la naturale potenzialità dinamica.

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