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Cagliari Calcio: squadra, storia, giocatori e allenatore

Cagliari Calcio

Il Cagliari Calcio è una società calcistica italiana con sede nella città di Cagliari e fondata nel 1920. Il club è iscritto per la 35ª volta al campionato nella massima serie, risultando così la seconda formazione del Mezzogiorno d’Italia, dopo il Napoli, per numero di partecipazioni in Serie A. Il Cagliari è anche al 14º posto su 63 squadre nella classifica della Serie A. Il giocatore emblema del club, Gigi Riva, è attualmente il miglior marcatore della Nazionale italiana di calcio, con 35 reti in 42 partite e capocannoniere della Serie A per tre volte.

Cagliari calcio: la storia

Il 30 maggio 1920 il chirurgo Gaetano Fichera costituì il Cagliari Football Club. La prima gara della storia cagliaritana si svolse in datata 8 settembre del 1920, sul campo dello Stallaggio Meloni, dove i cagliaritani affrontarono la Torres e conquistarono la loro vittoria, con 5 reti a due. Successivamente il club cagliaritano partecipò al Torneo Sardegna, dove affrontò la Torres di Sassari, l’Ilva Maddalena e un’altra squadra del luogo, l’Eleonora d’Arborea. Il Cagliari prevalse sulle altre compagini, sotto la guida dell’avvocato Giorgio Mereu, che in seguito divenne il presidente della società. Nel 1926 il Cagliari indossò per la prima volta l’uniforme con i colori rosso e blu. Nel 1927, la panchina del Cagliari venne affidata a Robert Winkler, che guidò la squadra nel suo primo torneo ufficiale, la Divisione Meridionale, nel quale perse contro il Lecce, il Palermo ed il Foggia. Dopo circa tre anni, il Cagliari venne affidato alla guida tecnica dell’ungherese Ernest Egri Erbstein, che condusse la squadra cagliaritana verso l’esordio in Serie B. A questo punto la società fu costretta, per problemi finanziari, a cedere l’allenatore Erbstein e alcuni tra i suoi giocatori migliori. L’anno dopo venne eletto alla presidenza della società Aldo Pacca, che portò con sé anche il fallimento della società. Nel 1935, a causa dei numerosi debiti, il club cagliaritano si sciolse. L’eredità calcistica venne raccolta dall’Unione Sportiva Cagliari, che dovette ripartire dal campionato di Seconda Divisione della Sardegna. Nel 1938, il presidente Benditelli affidò la guida della squadra nuovamente a Winkler, che portò i rossoblu al quinto posto in classifica. Nel 1939 Winkler lasciò ancora una volta il Cagliari che, grazie alle competenze sia come giocatore, sia come allenatore di Mariolino Congiu, si posizionò al sesto posto della classifica. A questo punto, la Seconda guerra Mondiale interruppe i giochi, che si svolsero solo a livello regionale. Al contempo, il presidente Benditelli lasciò la dirigenza della società rossoblu. Il calcio cagliaritano ripartì nel 1945, in Prima Divisione Regionale, ma fu nel 1947 che il Cagliari venne ammessa nel campionato di Serie B, che purtroppo terminò all’ultimo posto. La squadra venne dunque iscritta al campionato di Serie C e venduta a Domenico Loi, che iniziò una fase di rinnovamento. Nel 1952, grazie ai gol di Gennari, Serone e Bercarich, il Cagliari riuscì ad ottenere nuovamente la promozione in Serie B. Gli anni ’50 furono caratterizzati dall’avvicendamento di presidenti ed allenatori, tra i quali emerge Silvio Piola, uno dei giocatori italiani più forti. Durante quegli anni il Cagliari sfiorò più volte la promozione, ma nel1960 arrivò la retrocessione in Serie C. Il Cagliari riuscì a tornare in Serie B solo un paio di anni più tardi, quando la guida della squadra venne affidata ad Arturo Silvestri. L’anno dopo, la società sarda attuò degli acquisti importanti, tra i quali ci fu anche Gigi Riva, che divenne il giocatore emblema della squadra sarda. Una volta arrivato in squadra, non ci volle molto prima che Riva riportasse il Cagliari in Serie A, classificando si secondi. Dal 1964 al 1966 il Cagliari giocò in modo altalenante, finendo addirittura ultimo in classifica, con 9 punti. Nella stagione 1966/67, la squadra sarda si riprese e conquistò il sesto posto in classifica con 40 punti, mentre Riva, che aveva segnato 18 reti, vinse il premio di capocannoniere della Serie A. L’anno successivo, a causa dei costi troppo elevati della Serie A, il presidente Enrico Rocca decise di vendere Riva. La tifoseria fu contraria da subito e Rocca dovette trasformare l’Unione Sportiva Cagliari in una SpA. Successivamente ci fu l’interessamento di alcune imprese sarde, Sir di Porto Torres, la Cartiera di Arbatax, la Tessili Beretta di Villacidro, la Petrolchimica Macchiareddu di Assemini e la Saras, industria petrolifera della famiglia Moratti. Queste industrie garantirono un investimento annuale, allo scopo di gestire i costi della società. Nel 1967/68, la guida della squadra fu affidata ad Ettore Puricelli, che condusse il Cagliarial nono posto in classifica. Quando tornò Scopigno, il Cagliari fece il salto di qualità, lottando fino alla fine per lo scudetto, ma conquistando ancora una volta il secondo posto. In quell’occasione, Riva vinse anche la classifica marcatori. Durante la stagione 1969/70, sempre sotto la guida di Scopigno, la squadra cagliaritana conquistò subito al primo posto, dopo aver battuto i Campioni d’Italia e lì rimasero, nonostante venissero incalzati dalla Juventus e dal Torino. Nell’aprile del 1970, la vittoria del tricolore divenne matematica, con ben due giornate di anticipo: il Cagliari vinse contro il Bari, mentre la Juventus fu sconfitta in casa dalla Lazio. La squadra sarda chiuse il campionato con 49 punti, davanti alla Juventus e all’Inter. Durante il campionato, Riva si riconfermò capocannoniere. La stagione successiva iniziò con lo stesso ritmo promettente, ma l’infortunio di Gigi Riva, che riportò una frattura alla tibia, condizionò inevitabilmente tutto l’andamento del campionato. Il torneo terminò con il settimo posto in classifica per la squadra sarda. Con il rientro di Riva, nella stagione 1971/72, il Cagliari terminò il campionato posizionandosi al quarto posto, che gli permise l’accesso alla Coppa UEFA 1972/73, nella quale i rossoblu giocarono solo il primo turno, perché vennero eliminati dall’Olympiakos. A fine stagione, l’allenatore Scopigno fu sostituito da Edmondo Fabbri, che segnò l’inizio della fine. I rossoblu non riuscirono più ad eguagliare le proprie prestazioni precedenti e questo portò, negli anni successivi, ad un altro avvicendamento di allenatori sulla panchina rossoblu. Nel 1976, la spirale negativa condusse la squadra sarda in Serie B e Gigi Riva al ritiro definitivo, a causa di un grave infortunio. Durante la stagione successiva in B, il Cagliari conquistò il quarto posto in campionato, sotto la guida di Toneatto. Quella stagione fu caratterizzata dal duo più forte della Serie B, composto da Luigi Piras e Pietro Paolo Virdis, che segnarono ventotto reti, riportando il Cagliari in Serie A, nel 1979, dove rimase per i quattro anni successivi. Nel 1983 il Cagliari retrocesse di nuovo in Serie B, dove condusse una stagione del tutto anonima. Nel 1984, la società fu rilevata dall’imprenditore Fausto Moi, che purtroppo vide la squadra retrocedere in C1, dopo un inizio di campionato disastroso. L’anno successivo, per tentare la rimonta in Serie A, la gestione del Cagliari decise di rinnovare la rosa dei giocatori, senza ottenere però grandi risultati; la squadra riuscì a salvarsi solo all’ultima giornata, ma la società era già in fallimento, a causa della gestione scellerata di Moi. Come se non bastasse, nella stagione 1986/87, il Cagliari venne penalizzato di cinque punti, per il proprio coinvolgimento nello scandalo del calcio scommesse. La squadra rossoblu non si riprese mai da quell’episodio e finì con la retrocessione in Serie C1. Il Cagliari rimase in C1 per due stagioni, rischiando addirittura la Serie C2. I rossoblu riuscirono a tornare in Serie B nel 1988/89, quando la guida della squadra fu affidata a Ranieri, che la rinnovò del tutto. Nella stagione 1989/90, grazie ad alcuni giocatori emergenti, il Cagliari ottenne la promozione in Serie A. Una volta tornati in B, i rossoblu acquistò degli ottimi giocatori, come Matteoli, Francescoli, Fonseca ed Herrera. Il Cagliari tornò in massima serie e nel 1992/93 fu acquistata da Massimo Cellino, che affidò la guida tecnica a Carlo Mazzone. Durante quell’edizione, il Cagliari si posizionò sesto in campionato ed ottenne l’accesso alla Coppa UEFA, che vide i sardi giocare fino alle ultime fasi del torneo, qualificandosi alle semifinali, che persero nella fase di ritorno a Milano. Nel 1994/95, i sardi, guidati da Tebarez, conquistarono il nono posto e furono vicini alle qualificazioni per la Coppa UEFA. Il giocatore simbolo di quel campionato fu Roberto Muzzi, che mise a segno 10 gol stagionali, che purtroppo non salvarono il Cagliari dalla retrocessione in Serie B. L’anno successivo, le 17 reti di Muzzi condussero la squadra sarda di nuovo in Serie A. Nella stagione 1999/2000, il Cagliari non riuscì a trovare la salvezza e retrocesse nuovamente in Serie B, sotto la guida di Renzo Ulivieri. La squadra cagliaritana rimase in Serie B per le quattro stagioni successive, fino alla stagione 2003/04, quando i rossoblu, guidati dal campione Gianfranco Zola, tornarono in Serie A, sotto la gestione tecnica di Ventura e Reja. Prima ancora dell’inizio della stagione 2005/06, Zola si ritirò e la squadra cambiò allenatore per tre volte, fino a che non arrivò il tecnico toscano Nedo Sonetti, che salvò il Cagliari dall’ennesima retrocessione in Serie B, insieme alle 22 reti messe a segno da David Suazo. La stagione 2006/07 fu caratterizzata dall’addio del tecnico toscano a favore di Franco Colomba in un primo momento, per poi affidare la squadra a marco Giampaolo, che riconfermò la squadra sarda in Serie A, con una giornata di anticipo. La stagione 2007/08 fu caratterizzata da un’alternanza di allenatori: dapprima Giampaolo, che fu esonerato a favore di Sonetti, che però non riesce ad ottenere i risultati prefissati; La presidenza della società richiamò Giampaolo, che però rifiutò rescindendo il contratto. La panchina rimase nelle mani di Sonetti, che venne sollevato definitivamente dal ruolo, dopo la sconfitta per 5-1 contro la Fiorentina. Cellino decise di affidare la guida tecnica rossoblu a Davide Ballardini, esonerato nel 2006. L’inizio non fu dei migliori, ma in seguito ad una vittoria il Cagliari ricominciò ad accumulare punti, aggiudicandosi la salvezza con una giornata di anticipo. Nel 2008 Ballardini lasciò la guida della squadra e fu rimpiazzato da Massimiliano Allegri, chenelle stagioni successive non riuscì a raggiungere gli obiettivi richiesti. Allegri fu esonerato al termine della stagione 2009/10 e al suo posto subentrò Giorgio Melis, mister della Primavera, che guidò la squadra verso la salvezza matematica, grazie a tre pareggi. Nel 2010 la gestione tecnica della squadra rossoblu venne affidata a Pierpaolo Bisoli, esonerato dopo due sconfitte interne contro il Genoa e il Napoli; al suo posto fu ingaggiato Roberto Donadoni, grazie al quale i rossoblu riescono ad avere la certezza della salvezza, con un mese di anticipo. Poco prima dell’inizio della stagione 2011/12, Donadoni viene sollevato dall’incarico, a causa di incomprensioni con Cellino. Fu chiamato alla guida della squadra Massimo Ficcadenti, con il quale il Cagliari inizia la stagione, per terminarla nuovamente sotto la guida di Ballardini. A causa delle prestazioni incerte che caratterizzarono il Cagliari, nel 2012 il presidente Cellino decise di esonerare Ballardini e di richiamare Ficcadenti. Nel 2014, dopo ventitré anni di presidenza, Cellino cede il 100% delle azioni della Cagliari Calcio S.p.A. alla Fluorsid Group, una società che opera nel campo della chimica industriale. Il nuovo presidente milanese introduce dei nuovi obiettivi: quello di donare al Cagliari uno stadio entro il 2020 e la guida tecnica della squadra rossoblu all’esperto Zdenek Zeman.

Emblema e colori sardi

Durante le prime stagioni, il Cagliari utilizzava una divisa azzurra. Fu dal 1927, che la squadra cominciò a scendere in campo con i colori della città, il rosso ed il blu, presenti anche sulla bandiera cagliaritana. L’uniforme è detta a quarti rossoblu, ovvero rossa a destra e blu a sinistra, con le maniche invertite. Sul lato sinistro, proprio sopra al cuore, si trova lo stemma raffigurante i quattro mori, simbolo della Sardegna. Lo stemma è rappresentato dai quattro mori, simbolo del Cagliari dai tempi del dominio aragonese e bandiera ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna. A partire dal 1993/94, sullo stemma comparve anche il logo societario, un ovale con uno scudo all’interno, al centro del quale compaiono i quattro mori.

Il Calgiari Calcio oggi

Il Cagliari Calcio è una società per azioni controllata da un consiglio di amministrazione presieduto attualmente da Tommaso Giulini, successore di Massimo Cellino nel 2014. I maggiori ricavi della società provengono dalla cessione dei diritti televisivi che rappresentano il 67% del valore della produzione. Il Cagliari controlla due società con un valore di carico di 45 042 931 euro. La formazione attuale del Cagliari Calcio relativa al 2014/15 è la seguente:

Portieri: Colombi, Cragno e Carboni

Centrocampisti: Cossu, Conti, Ekdal, Dessena, Eriksson, Cabrera, Crisetig, Ceppelini, Donsah, Barella e Muroni

Attaccanti: Ibarbo, Sau, Longo, Farias, Capello, Loi e Rangel

Difensori: Murru, Rossettini, Avelar, Pisano, Balzano, Benedetti, Capuano e Ceppitelli

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