Circuito Master Club

Basket, inizio campionato Legadue

IL BILANCIO DEL VERTICE NANDO SANTONASTASO

Giochi d’acqua e di luce, mille forme e colori che si inseguono e confondono nella suggestione impareggiabile del parco reale illuminato. E in sottofondo una colonna sonora che va da Strauss a Gershwin, dai valzer alla rapsodia in blue. Danzano le fontane nella serata dolce di fine estate, ministri e direttori generali, politici e invitati rapiti dallo spettacolo a sorpresa. La Reggia delle meraviglie non finisce mai di stupirti. Magica l’atmosfera creata appositamente per Euromed dalla ditta di Cento che di questi eventi è regina incontrastata. Caserta impettita e giustamente orgogliosa, completato come meglio non si poteva un figurone organizzativo che forse nemmeno i suoi abitanti alla vigilia osavano accreditarle.

Straordinaria la serata nei giardini del monumento, perfetta l’intera organizzazione del meeeting. Tutti, a cominciare dai no-global, hanno dato una mano. Infondate, alla fine, preoccupazione e paura. Vinta, e alla grande, una sfida difficile e delicata e non solo per le incognite sull’ordine pubblico. Prefettura, soprintendenza, forze di polizia (vigili urbani in testa) ed enti locali complimentati a scena aperta: non era facile dimostrare ad una parte non indifferente del mondo che anche una città media come Caserta poteva e potrà ancora affrontare, in futuro, simili appuntamenti. Il tempo dirà se gli impegni assunti e sottoscritti nella «Carta» che ha chiuso i lavori saranno rispettati, se cioè le differenze tra Paesi ricchi e poveri potranno essere ridotte dal progetto di cooperazione e sostegno che è espressamente richiamato nel documento. Di sicuro non si potrà dire che i due giorni alla Reggia sono trascorsi invano. Basterebbe ricordare che tra i partecipanti c’era una delegazione del futuro Stato palestinese per sostenere, senza alcun eccesso di enfasi, che anche la via della pace è passata di qui.

Da ieri il ricordo del G7, pur nella sua altissima, irripetibile dimensione istituzionale, non è più l’unico di cui la città può andare fiera. Ma da ieri si è rafforzata soprattutto la sensazione che questa città ha un’altra, decisiva occasione per compiere quel benedetto salto di qualità – di sostanza, non puiù di sola apparenza – che anche chi l’ha abbandonata per cercare fortuna altrove sarebbe ben felice di augurarle.

Related Articles

PALLACANESTRO CANTU

PALLACANESTRO CANTU’: Kuehl 6 (3/4), Williams 8 (3/11, 0/1), Fajardo 11 (4/10, 0/2), Gay n.e., Riva A., Santangelo 11 (2/2, 1/5), Thornton 22 (8/11, 1/5), Ansaloni 6 (3/3, 0/1), Damiao 12 (3/7, 1/3), Dalla Vecchia n.e.. Coach: Sacripanti. CORDIVARI ROSETO: Gilmore 16 (1/5, 3/8), Ruggiero n.e., Van Dorpe 2 (1/2),[…]

Read More »

Fiemme Ski Jazz 2003

La musica, in particolare, con i suoi numerosi momenti formativi e con le sue molte occasioni di ascolto è una delle componenti fondamentali di questo carattere. E nell’ambito della musica il jazz rappresenta uno degli snodi fondamentali di incontro proprio tra formazione e fruizione da un lato e tra la[…]

Read More »